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in ogni puntata racconterò delle storie, distanti tra loro nel luogo e nel tempo, che si riveleranno più vicine di quanto non sembrasse, in un mix di cultura, storia e attualità.
Io non sono nessuno è un podcast gratuito, indipendente, distribuito su Spotify dal 25 settembre 2025, nato dalla voglia di condividere, provare a divulgare ed esprimere. È un progetto pilota, che avrà una nuova serie nel 2026.
Per approfondire i temi degli episodi, alla sezione Risorse&Media puoi trovare libri, film, studi e notizie, disponibili insieme a tutte le trascrizioni per chi non vuole ascoltare.
Il mio intento è solo quello di condividere, non monetizzo in alcun modo i miei contenuti, per questo ho comunque trascritto qui tutti gli episodi.
Siate gentilə con me. E' il mio primo podcast e non è facile aprirsi e gettarsi così in pasto ai leoni del web.
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LA STAGIONE 2 È ARRIVATA
02 LUGLIO
Una stagione tutta nuova, dedicata ai soliti temi ma affrontati diversamente: il focus è sul femminismo raccontato attraverso le vite di 10 donne che hanno fatto la storia ma sono state dimenticate. Hanno combattuto, hanno sofferto, hanno vinto, hanno perso. Umiliate, bistrattate, non importa: la loro eredità è viva e noi la ricorderemo.
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Oggi, come le ultime 2 puntate, restiamo negli anni '60 e '70, e voliamo negli Stati Uniti. Vi porto a conoscere una donna che ha passato l'intera vita a spiegarci che non ha senso combattere le singole ingiustizie se non si smonta il sistema che le produce. Una donna con una capigliatura afro pazzesca, diventata un'icona pop, ma soprattutto una delle menti politiche più lucide e rivoluzionarie del Novecento. Oggi parliamo di Angela Davis.
Nella scorsa puntata abbiamo ascoltato il silenzio inquietante denunciato da Rachel Carson. Abbiamo visto come una scienziata, mossa da un profondo istinto di cura, abbia svelato la verità invisibile dei veleni chimici, costringendo il potere industriale a mostrare il suo volto più spietato e violento. Rachel Carson ha combattuto contro un sistema esterno per difendere la vita sul pianeta, subendo il fango della delegittimazione. Oggi restiamo negli stessi anni, a cavallo tra i '60 e i '70, ma torniamo in Italia. E incontriamo una donna che decide di fare un passo ancora più radicale. Se Rachel Carson mostra la verità che il sistema vuole nascondere, la protagonista di oggi fa qualcosa di definitivo: decide che con quel sistema non si può e non si deve dialogare. Oggi parliamo di Carla Lonzi.
Nella scorsa puntata abbiamo viaggiato tra i corridoi della politica italiana insieme a Tina Anselmi. Abbiamo visto una donna muoversi dentro le istituzioni, occupare stanze di potere visibili, firmare leggi, guidare commissioni d'inchiesta per svelare i segreti più oscuri della Repubblica. Tina Anselmi ha usato lo Stato per proteggere i cittadini, combattendo il potere deviato dall'interno del sistema. Oggi facciamo un salto indietro nel tempo e nello spazio. Lasciamo l'Italia degli anni '70 e atterriamo nell'America del secondo dopoguerra. Un'America euforica, convinta di poter dominare la natura, lo spazio, l'atomo. Oggi parliamo di Rachel Carson.
Cosa succede quando le donne smettono di chiedere il permesso? Cosa accade quando assumono una responsabilità istituzionale? Succede che sei un'eccezione da guardare con benevolenza. Diventi una presenza fissa e insistente che sfida il sistema. La storia di oggi ci porta nel cuore dello Stato italiano, dentro le stanze dove si scrivono le leggi e si gestisce la cosa pubblica. È la storia di una donna che è entrata nelle istituzioni e le ha messe in crisi dall'interno. Questa donna si chiamava Tina Anselmi.
Oggi facciamo un passo avanti. Ci spostiamo dalle strade di New York alle aule di tribunale dell'Italia di fine Ottocento. Passiamo dalla denuncia all’accesso al potere. Perché la donna di cui parliamo oggi non voleva solo raccontare le storture del mondo: voleva gli strumenti legali per cambiarle. Voleva entrare nella stanza dei bottoni, voleva la Legge. E quando una donna prova a entrare nella legge, il Potere reagisce in un modo ben preciso: ti dice che puoi esserci, forse, ma non puoi esercitare alcuna autorità. Ti concede uno spazio purché rimanga decorativo. È l'illusione dell’inclusione. Questa è la storia di Lidia Poët, una storia che, vedrete è un paradigma della storia delle donne di oggi.
Si chiamava Elizabeth Cochrane. E potrei riempire la puntata di oggi con un lungo elenco di tutte le cose straordinarie che Elizabeth ha fatto e vi assicuro che sareste sorpresi di scoprirle tutte. Chi avrebbe mai sospettato che oltre un secolo fa una donna, da sola, ha fatto davvero il giro del mondo? Chi avrebbe mai pensato che il giornalismo sotto copertura è stato inventato da… una donna? La puntata di oggi racconterà solo alcune delle imprese di Elizabeth, alias Nellie Bly, per celebrare coloro che prendono posizione.
Nella scorsa puntata abbiamo incontrato Olympe de Gouges. Abbiamo visto come il Potere, quando si sente minacciato, usi la sua arma più affilata ed efficiente: la censura. Il Potere vuole far tacere la donna, vuole che la sua voce scompaia dallo spazio pubblico. Ma cosa succede quando una donna, nonostante tutto, riesce a parlare? Cosa succede quando quella voce rompe il muro del silenzio, squarcia l'oscurità e urla la propria verità?
“Liberté, égalité, fraternité”. Bellissimo motto. Lo conosciamo tutti: è il motto della rivoluzione francese. Il motto che ha accompagnato il popolo alla rivolta contro il tiranno. Peccato che poi sia stata la borghesia a riscrivere le leggi. Peccato che in realtà quelle belle parole contenessero molti limiti. Molti più di quanto non si pensi. La protagonista di oggi è Olympe de Gouges. Una donna che ha colpito nel segno, che ha evidenziato le storture della rivoluzione, le ipocrisie di chi la governava. E per questo è stata punita.
In un tempo così lontano che non riusciamo a immaginarlo, nonostante i documentari che abbiamo visto in stile SuperQuark, Ipazia d’Alessandria sfidò il potere e la società. Ipazia è l’inizio, il punto “zero”: la prima donna documentata a sufficienza da farci dire “che figa che era! forse anche io posso essere come lei!”. Oggi scopriamo chi era Ipazia ma soprattutto scopriremo che c'è una Ipazia in ciascuno di noi.
Dopo tutti i concetti espressi durante i miei episodi fin qui, trovo naturale concludere questa serie con un episodio su un tema complesso e caldo come quello del cosiddetto “conflitto” israelo-palestinese: credo che se esistesse una definizione di “storie distanti”, questa storia ne sarebbe la rappresentazione plastica. Si sono spese parole da parte di molti osservatori, politici e non, e all’inizio mi sono chiesta se ci fosse davvero altro da dire...
Il viaggio di oggi è tra i più cupi e tristi che abbiamo fatto finora. Tocca temi molto difficili, che parlano di dolore e ingiustizia. Potrebbe essere un ascolto pesante, soprattutto per chi è particolarmente sensibile. Se senti che queste storie ti turbano, fermati: prenditi cura di te, parla con chi ti vuole bene o, se serve, rivolgiti a un professionista. Non c’è nulla di male: la tua salute mentale viene prima di tutto. Per coloro che si avventureranno con me in questo viaggio, attraverseremo le Americhe per tornare in Italia, partendo dai lontani anni '50 fino ad arrivare ad oggi. Oggi diamo voce a chi non ha avuto voce per troppo tempo. Oggi ricorderemo le storie di alcune persone affinché restino ai posteri e non vengano dimenticate.
Siamo nel pieno della Rivoluzione Francese che segnerà un punto di rottura così forte per l’intera storia dell’umanità da avere un riverbero lungo fino ai giorni nostri. Il viaggio di oggi comincia in quei giorni, passa per gli Stati Uniti e termina nella nostra penisola. La Storia e lo studio della comunicazione politica e giornalistica saranno gli aiutanti magici del nostro percorso.
Immaginate di tornare indietro nel tempo. Alcuni anni fa, la dottoressa Jules Davidoff condusse un esperimento che voleva dimostrare come l'essere umano recepisse i colori e come il linguaggio modificasse la percezione del mondo in cui viviamo. Furono notati infatti dei fenomeni particolari...
Cominciamo insieme il nostro primo viaggio nella lontana India. Tra i Monti Khasi, e le ripide valli che scendono giù dall’Himalaya lungo il fiume Brahmaputra, conosceremo il popolo che occupa quelle terre. Poi da qui attraverseremo di taglio l’antropologia moderna per arrivare a concludere il nostro viaggio nella nostra penisola.